Skip to content Skip to footer

Gustare

Da sempre una cucina povera, nel senso che non prevede piatti elaborati e di sofisticata preparazione, ma che punta dritta al sodo. Lungo tutto il percorso avrete il piacere di conoscere il “rituale della sfoglia”, tradizionalmente fatta in casa dalle orgogliose razdore che, con farina, uova, acqua, sale e maestria, ricavano una sfoglia più rotonda della O di Giotto e gialla come il sole. Come vuole la saggezza popolare: se guardandovi attraverso, in direzione Bologna, si vede San Luca, saprete che ne usciranno dei perfetti tortellini. Con questa sicurezza potrete scegliere fra tantissime “minestre” (che non includono soltanto piatti in brodo), ma anche gustare una grande varietà di secondi piatti: tipici di queste zone i bolliti misti, fumanti e abbondanti. Sulle tavole della Bassa poi, non possono mai mancare crescentine, gnocco fritto, coppa di testa, ciccioli, affettati e altre specialità che danno al pasto una cornice particolarmente sfiziosa e conviviale. Se avete annaffiato il tutto con sua maestà il Lambrusco, conservatene un bicchiere a fine pasto per il tuffo del basulan (o balson, a seconda della zona), tipica ciambella da intingere nel vino. Tra abbondanza di dolci e frutti a km 0, non si può che concludere il pasto con un bicchiere di ottimo nocino: liquore della Bassa la cui preparazione è una vera liturgia, che inizia la notte di San Giovanni (il 24 giugno) con la raccolta delle noci ancora verdi.  Alcune specialità della Bassa:
  • Lo zampone del Pico a Mirandola 
  • Il salame e le frittelle di San Felice sul Panaro 
  • Il Bensone di San Felice sul Panaro
  • Il formaggio Parmigiano Reggiano e il vino Pignoletto di Crevalcore
  • La Ciambella di Sant’Agata
  • Il Melone e il Cocomero di San Matteo della Decima, frazione di Persiceto (zona di produzione tipica) e quelli di Crevalcore, Mirandola e San Felice sul Panaro
  • I famosi Biscotti “Africanetti di Persiceto” inventati a San Giovanni
  • Il Tortellone di Padulle a Sala Bolognese
  • Le crescentine